Il dono e la forza della vita

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Sabato 21 gennaio 2017, nell’affascinante scenario dell’auditorium di Morbegno (So), il dottor Carmelo Rizzari ha tenuto una memorabile lezione di fronte ad un pubblico numeroso e attento.

All’incontro, promosso dal Liceo Nervi-Ferrari con la collaborazione dei volontari ADMO e dei genitori del Comitato Maria Letizia Verga, hanno partecipato più di duecento liceali (quarte e quinte dell’Istituto), accompagnati dai loro docenti e dalla Dirigente scolastica, prof.ssa Giuliana Zuccoli.

Il dottore ha saputo catturare la platea illustrando, con simpatia, straordinarie capacità oratorie e l’ausilio di slide e filmati, le varie problematiche, sia scientifiche che psicologiche, inerenti le patologie emato-oncologiche in età pediatrica ed adolescenziale. Con grazia e chiarezza, ha portato per mano i ragazzi ad esplorare gli ambienti del nuovo Centro Maria Letizia Verga, li ha empaticamente coinvolti nel cogliere la sofferenza dei piccoli malati e ha trasmesso loro passione e slancio verso il prossimo.

Si è poi soffermato sulle modalità di espianto del midollo osseo, sottolineando come l’apparente piccolo gesto della donazione sia in realtà qualcosa di incredibilmente grande: donare se stessi per un’altra persona che, grazie ad un dono spontaneo e generoso, può tornare a vivere.

Una scelta libera e coraggiosa, quella di iscriversi al registro nazionale dei donatori ADMO: una scelta che è un dono non solo per il ricevente, ma anche per chi la effettua. Lo hanno spiegato bene due donatori presenti all’incontro: Sarah, docente dello stesso Liceo, e Piero, universitario 24enne (“realizzare di essere io la persona giusta al 100% per ridare speranza ad un’altra persona è qualcosa di impagabile”, ha detto Piero).

E quanto sia bello ricevere questo dono lo hanno ribadito con forza le giovani e grintose trapiantate Jessica e Giulia: non hanno parlato in tedesco alla platea, ma ancora ringraziano quei due sconosciuti teutonici che alla domanda “Hai tu midollo?” hanno risposto un sì convinto. Poi è stato il turno di Benedetto che ha letto una commovente lettera-ringraziamento del suo amico Riccardo, altro giovane trapiantato che ha ritrovato il sorriso in virtù della generosità altrui.

Di tutte le emozioni di questa straordinaria mattinata, ci ha particolarmente colpito la slide in cui il dottore, per spiegare come il midollo si rigeneri dopo il trapianto, ha usato l’immagine di un innesto, che a noi è parso un abbraccio caldo e confortevole, un’immagine bellissima di solidarietà: quella solidarietà che dovrebbe sempre albergare in tutti i cittadini perché, come dice Saba in una sua poesia, il dolore è eterno, ha una voce e non varia. Le stesse parole del nostro dottore (ormai lo sentiamo un po’ così) che ha detto “la malattia e il dolore non hanno passaporto”.

Una lezione di vita indimenticabile per la Dirigente Scolastica, il corpo docente, gli studenti e i genitori in sala: per questo vogliamo ancora una volta ringraziare il dottor Rizzari, la cui professionalità va di pari passo con la sua incredibile umanità.