Una palestra per i nostri ragazzi

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Il Comitato Maria Letizia Verga ha organizzato un grande evento venerdì 30 settembre 2016 allo Sporting Club Monza per raccogliere fondi destinati al completamento della palestra per la riabilitazione motoria dei bambini e dei ragazzi in cura al Centro Maria Letizia Verga.
Madrina della serata è stata Lorella Cuccarini, infaticabile testimone e socio fondatore dell’Associazione Trenta Ore per la Vita.

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Infatti proprio grazie all’incontro tra il Comitato Maria Letizia Verga e l’Associazione Trenta Ore per la Vita si è potuto realizzare in poco più di 6 mesi un altro grande traguardo all’interno del Centro Maria Letizia Verga della Fondazione MBBM: la palestra per la riabilitazione motoria dei bambini e dei ragazzi in cura. La costruzione di questa palestra è un progetto sostenuto da Trenta Ore per la Vita 2016, nell’ambito del ‘Progetto Home’, con l’obiettivo di garantire ai bambini e agli adolescenti malati di tumore il diritto alla salute e alla migliore qualità possibile di vita.
La serata, a cui hanno partecipato più di 200 persone, è stata tutta incentrata sul tema dello sport come attività fondamentale nella vita di tutti e ha visto la realizzazione di una grande asta benefica con le attrezzature sportive appartenute ad atleti che si sono distinti nelle loro discipline (calcio: Marchisio, Montolivo, ecc.; moto: Valentino Rossi), e di una ricca lotteria. Entrambe guidate dalla splendida madrina della serata, Lorella Cuccarini.

La palestra

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A partire dai primi mesi del 2017 sotto la supervisione del Dottor Momcilo  Jankovic, che guiderà il team di specialisti in riabilitazione motoria e in sport therapy, i bambini e gli adolescenti malati di leucemia o linfoma in cura presso il nostro Centro potranno proseguire, nei limiti del possibile, il percorso di crescita fisiologica caratteristico di queste delicate fasce d’età. Nella palestra verranno effettuati trattamenti fisioterapici e sessioni di attività motoria, necessari ai bambini e agli adolescenti trattati con chemioterapici ad alto dosaggio al fine di contrastare gli effetti debilitanti di alcuni farmaci sulla struttura muscolare. Inoltre la possibilità di svolgere una leggera attività sportiva con sufficiente regolarità presenta rilevanti vantaggi dal punto di vista psicologico, in quanto contribuisce a restituire ai ragazzi un atteggiamento attivo e proattivo nei confronti del proprio corpo, soggetto a cambiamenti sconvolgenti causati dalla malattia e dalle terapie. Abbiamo scelto come educatore per questo progetto un ragazzo guarito, un giovane laureato in Scienze motorie (specializzato nella somministrazione di attività fisica adattata alle popolazioni fragili) dotato di una grande sensibilità, che crede con passione nella possibilità di essere d’aiuto ai bambini ed agli adolescenti che si trovano ad affrontare il difficile percorso della malattia.