Non arrendetevi mai, credeteci e sognate sempre

Giulia Venosta (5)

Sono passati circa nove anni dal giorno del trapianto di midollo osseo, dal giorno in cui sono nata per la seconda volta.

Avevo solo 10 anni quando mi sono ammalata: leucemia mieloide acuta, la mia vita cambiò da un giorno all’altro. Fui portata d’urgenza all’ospedale san Gerardo di Monza e da qua è cominciato tutto.

Quando ti capitano cose brutte, devi cercare di tirare fuori il meglio di te, tutta la tua forza.. E così ho fatto: ho lottato per vincere e tornare a vivere.

Forse ero piccola e non avevo la consapevolezza della gravità della situazione, forse ero circondata da persone straordinarie che mi tranquillizzavano e mi facevano sentire speciale quasi “normale”, forse per la vicinanza della mia mamma in tutto il mio percorso; ma io non mi sono mai sentita un’ammalata ma una guerriera che combatteva, combatteva per liberare il suo corpo da cellule cattive, combatteva per la sua vita.

Certo la malattia mi ha tolto tanto: i pomeriggi con gli amici, la spensieratezza dell’età, lo sport, i capelli, l’appetito, tanti chili e molto altro,  ma mi ha dato molto di più.
Mi ha dato la possibilità di fermarmi, di guardarmi dentro, di riflettere sulle cose importanti della vita, di apprezzarla sempre con i suoi alti e bassi ma soprattutto di trovare dentro di me la forza, la determinazione e il coraggio: tutte cose che non avrei mai pensato di possedere.

Penso spesso a come sarebbe andata la mia vita senza la malattia, ma credo che non sarei la persona che sono diventata oggi, la malattia diventa parte di te, non puoi metterla da parte e anche se passa il tempo i ricordi non se ne vanno mai, risiedono sempre in una piccola parte di te.

Il cammino è stato lungo: a soli 10 anni ho dovuto affrontare parecchie chemioterapie trascorrendo molti mesi ricoverata in ospedale; in tutti questi mesi non sono mai potuta tornare a casa. La mia residenza era la cascina del Comitato Maria Letizia Verga.

Qui eravamo una grande famiglia perché condividevamo tutti lo stesso male, combattevamo tutti la stessa battaglia, tutti nonostante i problemi cercavamo di vivere la vita come normali bambini giocando e andando a scuola grazie ai volontari e alle maestre che quotidianamente dedicavano il loro tempo per noi.

Infine per completare il percorso sono stata sottoposta al trapianto di midollo osseo da parte di un donatore tedesco molto giovane, il mio dolce angelo che non finirò mai di ringraziare.

Dopo il trapianto il mio cammino è stato limpido, non ho avuto nessuna complicazione, mi hanno tolto subito i farmaci e dopo poco ho potuto tornare a scuola e alla mia vita normale; anche se con una maturità speciale che spesso le persone “normali” non possono capire.

Questo cammino mi ha permesso di conoscere persone meravigliose: medici, infermieri, volontari, animatori, insegnanti che mi hanno insegnato tanto: la forza della solidarietà e del coraggio, ad amare la vita e a sorridere delle piccole cose, dei piccoli gesti, ma soprattutto a non arrendermi mai; loro sono diventati per me la mia seconda famiglia perché so che qualsiasi cosa accadrà lì ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutarmi.

Questo pensiero lo dedico a una persona speciale, che purtroppo non è più qui: grazie di avermi insegnato tanto e in particolare a dare un senso alla vita e a sorridere sempre nonostante tutto; tu dicevi che il sogno più bello è quello di avere sempre sogni perché è ciò che ti aiuta a superare le difficoltà e ad andare avanti. Credimi lo farò, lo farò per te..

Questo consiglio lo dedico a tutte le persone che sono in difficoltà, a quelle che lottano per tornare a vivere, a quelle che nonostante tutto sorridono ancora, a tutti i bambini che si stanno curando e ai loro genitori che con una grande determinazione gli stanno accanto

“Non arrendetevi mai, credeteci e sognate sempre”.

GIULIA, 20 ANNI